Anche l’Italia lancia segnali positivi nel settore delle fonti rinnovabili.

Ad attestarlo, con la pubblicazione di dati aggiornati, è stato il Gestore dei servizi energetici – GSE – nel suo “Rapporto Energia da fonti rinnovabili in Italia”.

Nel 2017, i consumi finali lordi di energia FER ammontavano complessivamente a 22 Mtep, con un aumento già importante rispetto al 2016, un più 4,4% dovuto alle agro energie, all’eolico e al fotovoltaico. In quell’anno, infatti, il clima rigido e la siccità hanno contribuito all’aumento per l’uso delle biomasse solide (+8%) ai fini del riscaldamento, e hanno favorito la produzione elettrica da moduli fotovoltaici (+10%) e da turbine eoliche (+4%, dato normalizzato).

Sul fronte elettrico la produzione lorda complessiva da fonti rinnovabili ha raggiunto il 35% del mix.  Per il fotovoltaico si è trattato addirittura di un anno record, grazie alla generazione di 24,4 TWh (+10,3% rispetto al 2016), mentre le condizioni siccitose hanno fatto arretrare l’idroelettrico determinando una riduzione complessiva su produzione effettiva di elettricità verde.

Nel settore termico, invece, circa il 20% dei consumi energetici del 2017 è stato coperto da fonti rinnovabili, con la biomassa solida (utilizzata soprattutto nel settore domestico in forma di legna da ardere e pellet) che da sola ha coperto il 67% dei consumi verdi, cui segue il contributo fornito dalle pompe di calore (24%).

Infine, nel settore dei trasporti sono stati immessi in consumo circa 1,2 milioni di tonnellate di biocarburanti, in larghissima parte costituiti da biodiesel. La quota dei consumi totali coperta dalle rinnovabili, calcolata secondo i criteri previsti a livello comunitario, risulta pari al 6,5%, a fronte di un obiettivo nazionale al 2020 pari al 10%.