Potrebbe capitare di restare delusi dopo aver sostituito vecchi infissi di casa con prodotti moderni, di fama altamente performanti e anche molto belli, ma che in realtà non si rivelano vantaggiosi ed efficienti dal punto di vista energetico.

La causa, molto spesso, va individuata nel montaggio: non basta scegliere un buon infisso dopo un’accurata indagine di mercato! Gran parte del risultato in termine di prestazioni energetiche della casa dipende dalle corrette modalità con cui i serramenti vengono installati.

La posa in opera delle finestre è un’operazione molto importante e complessa, ed è necessario evitare interventi “fai-da-te” e affidarsi sempre a professionisti, accertandosi durante le varie fasi che siano seguiti determinati requisiti.

Il sito QualEnergia.it riporta i consigli di tre esperti del settore, Carla Orsini e Astrid Schartmüller dell’agenzia CasaClima di Bolzano, e Rudi Zancan, architetto e relatore a corsi e conferenze sugli infissi.

«Innanzitutto – chiarisce Orsini – è necessario chiedere sempre tutti i documenti e le certificazioni che attestano la qualità del prodotto. Inoltre, il produttore/serramentista deve rilasciare una dichiarazione di prestazione che conferma le caratteristiche di ciascun infisso».

Gli esperti ricordano che nel marzo del 2017 è entrata in vigore la norma UNI 11673, che definisce requisiti e criteri di verifica per progettare correttamente l’installazione dei serramenti negli edifici nuovi e nei casi di risanamento/riqualificazione energetica.

«Di fondamentale importanza – sottolinea Zancan – è la progettazione dei giunti di posa, che devono garantire una perfetta tenuta all’aria sul lato interno e agli agenti atmosferici all’esterno. Inoltre, è scorretto utilizzare siliconi e schiume tradizionali che si crepano nel giro di 2-3 anni facendo passare aria e calore. In Italia la maggior parte degli interventi riguarda la sostituzione di vecchie finestre con le nuove senza opere murarie, per evitare polveri e calcinacci. Ma un intervento più radicale, che coinvolga anche la parte muraria delle spallette, sarebbe indispensabile per ottenere i risultati migliori. È quasi impossibile sigillare bene il giunto primario se non si elimina la struttura preesistente».

«Da non trascurare – conclude Schartmüller – è il cassonetto. Va progettato con la finestra, altrimenti si rischia di compromettere la buona riuscita del lavoro! Sostituire soltanto le finestre, senza risanare i vecchi cassonetti non coibentati, è una pessima idea dal punto di vista energetico. Senza dimenticare che anche i “buchi” dove scorrono le cinghie delle tapparelle vanno considerati nell’intervento complessivo, perché da lì passano gli spifferi d’aria».