Avviare un’accurata riqualificazione energetica dei numerosi condomini ed edifici italiani costruiti molti decenni fa e, di conseguenza, non in regola con le normative approvate in materia.

E’ la conclusione di “Civico 5.0 – Un nuovo modo di vivere il condominio”, la campagna nazionale di studio e informazione condotta dall’associazione ambientalista Legambiente.

La ragione? Duplice e semplice: ridurre gli impatti negativi che l’inefficienza energetica ha sull’ambiente e sull’economia. Attraverso particolari operazioni tecnologiche e gestionali di intervento edilizio, è infatti possibile migliorare le prestazioni e razionalizzare i flussi energetici che passano tra gli impianti, l’interno e l’esterno di un edificio. 

Si andrebbe a: migliorare il comfort degli ambienti interni, contenere i consumi di energia, ridurre le emissioni inquinanti e il loro impatto sull’ambiente, utilizzare le risorse in modo razionale con l’utilizzo di fonti rinnovabili, ottimizzare la gestione dei servizi energetici.

E’ pur vero che negli ultimi decenni importanti interventi in tal senso ci sono stati, e le costruzioni di ultima generazione lo dimostrano, ma – come Legambiente fa notare – non si possono trascurare gli edifici “vecchi”, ovvero costruzioni che risalgono al dopoguerra o comunque anteriori all’entrata in vigore degli ultimi, importanti, interventi normativi. Occorre agire con operazioni di manutenzione per tutelare l’ambiente, ridurre gli sprechi e le spese dei cittadini.

“Civico 5.0” chiarisce che ad oggi sono 1,2 milioni i condomini presenti in Italia e abitati da circa 14 milioni di famiglie; e di questi, sono almeno 740 mila i condomini che necessitano di una riqualificazione energetica, perché costruiti nel dopoguerra con materiali e tecniche che avevano scarsissima attenzione all’efficienza dei sistemi di riscaldamento.

“La sfida che Legambiente lancia – spiega il vicepresidente nazionale dell’associazione, Edoardo Zanchini – è riqualificare almeno il 50% degli edifici condominiali con maggiori problemi di efficienza energetica entro il 2030. L’obiettivo è di stabilire un livello prestazionale minimo, per cui i condomini raggiungano almeno la Classe B di certificazione energetica e comunque una riduzione di almeno il 50% dei consumi per riscaldamento e raffreddamento”.

In tal modo, nel 2030 le famiglie italiane in totale arriverebbero a risparmiare 9,7 miliardi di euro in bolletta e l’ambiente riceverebbe un bellissimo regalo con 20,7 milioni di tonnellate di CO2 non emesse nell’atmosfera e 10,3 miliardi di metri cubi di gas non consumati.

Senza dimenticare altri due notevoli successi: l’enorme richiesta occupazionale che un’opera di riqualificazione energetica produrrebbe, e l’aumento del valore immobiliare degli immobili ristrutturati secondo gli attuali standard energetici e ambientali.