Un vero e proprio dilemma!

Per molti consumatori riuscire a comprendere le varie voci presenti in bolletta, sia della luce che del gas, risulta sempre più spesso complicato. Soprattutto perché ai consumi effettivi si sommano costi che incidono sul totale e andrebbero compresi e verificati.

Fattura alla mano, troverete indicate le seguenti voci: spesa per la materia prima, spesa per il trasporto e la gestione del contatore; oneri generali di sistema; imposte.

La spesa per oneri di sistema è fissata dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), e da quest’ultima aggiornata ogni tre mesi, per coprire i costi delle attività nel sistema elettrico e del gas. Qualunque sia il fornitore del Mercato libero, gli oneri di sistema saranno addebitati nelle bollette dei clienti domestici, residenti e non.

Va però specificato che le componenti della spesa per gli oneri di sistema si differenziano, a seconda che si tratti della bolletta del gas o della luce.

In particolare, l’Autorità Arera stabilisce quali attività sono comprese nella spesa per gli oneri di sistema: messa in sicurezza del nucleare; misure di compensazione territoriale in favore di siti che ospitano centrali nucleari; incentivi alle rinnovabili e assimilate; copertura delle agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario; costi a sostegno della ricerca di sistema; copertura del bonus elettrico per clienti in stato di disagio (non viene pagato dai consumatori che godono già del bonus sociale); copertura costi per agevolazioni alle imprese a forte consumo di energia; integrazioni delle imprese elettriche minori; promozione efficienza energetica.

Dunque, oltre a pagare i servizi di vendita (materia prima, commercializzazione e vendita), i servizi di rete (trasporto, distribuzione e gestione del contatore) e le imposte, ai consumatori di energia elettrica vengono addebitati anche gli oneri di sistema per la copertura di costi di attività di interesse generale. E proprio questi ultimi rappresentano ben il 20% del costo annuo.

Da gennaio 2018 gli oneri generali che si applicano su tutte le tipologie di contratti si suddividono in componente Asos e componente Arim. La prima si riferisce agli oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili e alla cogenerazione; l’aliquota Arim, invece, riguarda la copertura dei costi connessi allo smantellamento delle centrali elettronucleari dismesse, la copertura delle integrazioni alle imprese elettriche minori, le misure di tutela per i clienti in condizioni di disagio e le misure di compensazione territoriale. Come conseguenza della riforma è aumentato il peso delle quote fisse, soprattutto per chi possiede seconda casa: i non residenti hanno subito sia il peso della quota fissa della tariffa per il trasporto dell’energia e la gestione del contatore sia quella relativa agli oneri di sistema.

Da questo nuovo anno entrerà in vigore l’ultimo passaggio della riforma: la legge n. 96/2013 e il decreto legislativo del 4 luglio 2014, n. 102, hanno superato la “struttura progressiva” della tariffa per il trasporto di energia e la gestione del contatore e degli oneri di sistema che, introdotta circa 40 anni fa, prevedeva l’aumento del prezzo unitario del kWh col crescere dei consumi totali. Da gennaio 2019 queste tariffe saranno uguali per ogni livello di consumo, non più progressive per scaglioni di consumo.