Avviare un’approfondita campagna di sensibilizzazione per informare i cittadini e far sì che prestino maggior attenzione alle caratteristiche energetiche delle loro abitazioni, e alle scelte che incidono sui loro consumi!

Questa, in grande sintesi, la sfida che lancia Legambiente e che emerge analizzando nel dettaglio “Civico 5.0 – Un nuovo modo di vivere il condominio”, lo studio nazionale condotto e pubblicato dall’associazione ambientalista per certificare la necessità di una riqualificazione energetica dei condomini italiani ormai di “vecchissima” costruzione, non in regola con le normative approvate in materia.

Ne avevamo già parlato a poche ore dalla pubblicazione dello studio ma prendendo in esame “Civico 5.0” emerge la presenza di tante abitazioni che disperdono energia termica d’inverno e si surriscaldano d’estate; costruzioni cosiddette “colabrodo, energivore”, poco green, insomma! Il dato realmente allarmante è che molti italiani acquistano case ed elettrodomestici senza badare alla certificazione e alla classe energetica, ignorando del tutto che si tratta di fattori di notevole importanza che hanno ripercussioni sui costi della bolletta.

In particolare, tra i 22 condomini e le 36 famiglie coinvolti dallo studio, è emerso che la maggior parte delle costruzioni è di zona climatica E, e risale agli anni ’70, il 56% degli intervistati non sa a quale classe energetica appartenga il proprio immobile. Nel 28% delle abitazioni sono stati rinvenuti problemi di umidità, quasi il 60% è sprovvisto di termostato ambiente e manca un isolamento adeguato.

I casi più gravi riguardano palazzi costruiti tra 1970 e anni ‘90, quando le leggi sull’efficienza energetica non erano entrate in vigore: la maggior criticità è rappresentata dai fenomeni di migrazione del calore verso l’esterno lungo i nodi (angoli) parete perimetrale-solaio, parete perimetrale-pilastro, trave-pilastro, parete perimetrale-infisso.

Un capitolo di “Civico 5.0” è dedicato all’uso e alla scelta degli elettrodomestici: lasciando da parte lo scaldabagno elettrico, apparecchio energivoro ma poco diffuso, i principali poli di consumo domestico, che incidono sulla bolletta elettrica, sono i frigoriferi (31%), i forni e le lavatrici (15%), climatizzatori estate/inverno (13%). Dai monitoraggi effettuati si evince che, ad esempio, il consumo di una lavatrice-tipo si concentra per circa l’80-90% nella fase di riscaldamento della resistenza e, a parità di programma, una lavatrice in alta classe energetica (A+++) può consumare fino al 100% in meno di una in bassa classe energetica (B o equivalente).

Nota positiva è lo stile di vita adottato dalla maggior parte delle famiglie prese in esame: il 94,4% svolge una corretta raccolta differenziata, l’89% usa luci a risparmio energetico, l’86% spegne le luci in ambiente non utilizzati, il 75% usa i mezzi pubblici e/o la bicicletta, il 50% lascia apparecchi elettronici in stand by, il 45% vorrebbe attivare nel proprio condominio la condivisione della rete Wi-Fi, uno spazio giochi per bambini, una stanza per bricolage\officina e una serra od orto (41%).

Da qui la sfida lanciata da Legambiente: riqualificare almeno il 50% degli edifici condominiali entro il 2030, partendo dai più “vecchi” che presentano i maggiori problemi di efficienza energetica. Ma non è tutto: nello studio si specifica che è necessario definire una regia nazionale per questi interventi, per legare gli incentivi al miglioramento delle prestazioni energetiche e antisismiche di interi edifici e garantire controlli e sanzioni che ne garantiscano la sicurezza, in modo da realizzare un libretto unico del fabbricato per ogni edificio. Interventi e azioni che avranno incidenza positiva sulla spesa elettrica e termica delle famiglie.

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