Se ne parla sempre più spesso: la crisi economica che continua a colpire molti italiani si riversa anche sulla fornitura di energia elettrica e gas naturale, impedendo a molti cittadini di usufruire di servizi importanti, molto spesso vitali.

Ci si chiede, dunque, perché sia così complicato l’iter per richiedere e ottenere il bonus luce e il bonus gas, le particolari riduzioni delle bollette luce e gas introdotte dal Governo e dall’Autorità ARERA – in collaborazione con i Comuni – proprio per ridurre la spesa dei nuclei familiari che versano in condizioni di disagio, sia economico che fisico. Attualmente ben 9 milioni! Ma solo un terzo ottiene queste particolari agevolazioni.

La ragione? L’iter per la richiesta va affrontato ogni anno e risulta molto complesso, a tal punto da scoraggiare un numero sempre maggiore di famiglie. Risulta, infatti, che solo il 30% dei potenziali beneficiari del bonus abbiano presentato richiesta per ottenerlo.

Ecco perché l’Onorevole leghista Barbara Saltamartini, Presidente della Commissione Attività produttive alla Camera, ha presentato un emendamento alla legge di Bilancio affinché il bonus diventi automatico. 

Recita il testo pubblicato sul sito della Camera:

  1. A partire dal 1o aprile 2019, la compensazione della spesa per e forniture di energia elettrica e di gas naturale a favore dei clienti domestici economicamente svantaggiati, di cui all’articolo 1, commi 75 e 76, della legge 4 agosto 2017, n. 124, è riconosciuta automaticamente a tutti i soggetti che abbiano presentito Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), di cui all’articolo 10 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013, per una qualsiasi prestazione o servizio di natura sociale o assistenziale e il cui Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) in corso di validità, come attestato dall’Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS), sia ricompreso entro i limiti stabiliti dal decreto di cui al predetto articolo 1, comma 76, della legge 4 agosto 2017, n. 124.
  2. Ai fini di cui al comma 1, l’INPS trasferisce le informazioni utili in suo possesso al Sistema informativo integrato gestito da Acquirente Unico S.p.A ai sensi del decreto-legge 8 luglio 2010, n. 105, convertito dalla legge 13 agosto 2010, n. 129, secondo criteri e condizioni definite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sentita l’Autorità di regolazione energia reti e ambiente. L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente definisce d’intesa con l’INPS e Acquirente Unico S.p.A. le modalità operative per il trasferimento delle informazioni e per la successiva gestione da parte di Acquirente Unico S.p.A. ai fini dell’erogazione della compensazione”.

La proposta ha subito riscosso successo.

Federconsumatori ha elogiato l’emendamento definendo di fondamentale importanza una revisione delle modalità di erogazione dei bonus, ed anche una maggiore – e migliore – informazione su questi temi.

Entusiasta anche il Segretario nazionale dell’AdiconsumPierpaola Pietrantozzi: «Da una nostra stima con il bonus sociale automatico sarà possibile dare sostegno ai circa 9 milioni di cittadini-consumatori italiani che versano in condizioni di povertà energetica fino a 700 euro annui, così suddivisi: 250 per la luce, 350 per il gas, 150 per l’acqua».

«Bisogna fare di più – ha aggiunto il Presidente Adiconsum, Carlo De Masi. L’automatismo collegato all’Isee, con tutti controlli del caso, è un primo passo. Come ulteriore possibilità abbiamo intenzione di creare un fondo sociale che potrebbe essere finanziato in tre maniere: le giacenze di fine anno delle bollette, in particolare quelle elettriche; l’arrotondamento delle bollette e, come terza via, qualcosa di simile al cosiddetto “caffè sospeso”: una bolletta sospesa in cui il consumatore paga una piccola somma in più che andrà a finire in una sorta di banco dell’energia».