Ancora una volta l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) interviene per tutelare i consumatori di energia elettrica e gas naturale.

Dopo i rialzi anticipati per il mese di settembre, infatti, da lunedì 1 ottobre i costi di luce e gas hanno subito un ulteriore aumento, gravando ancor più sulla spesa di famiglie e imprenditori.

Rispetto ai costi sostenuti nel terzo trimestre, una famiglia tipo – con consumi medi di energia elettrica di 2.700 kWh all’anno e una potenza impegnata di 3 kW, e consumi gas di 1.400 metri cubi annui – troverà in bolletta un + 7,6% per l’energia elettrica (+1,5 cent/kWh) e un + 6,1% per il gas naturale (+4,78 cent/Smc). Nel dettaglio, per l’elettricità la spesa al lordo tasse per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il primo gennaio 2018 e il 31 dicembre 2018) sarà di 552 euro, con una crescita di circa 32 euro all’anno; nello stesso periodo, la spesa per il gas sarà di circa 1.096 euro, con un aumento di circa 61 euro all’anno.

A determinare questi incrementi continuano a essere i costi delle materie prime e le quotazioni all’ingrosso dell’energia elettrica e del gas naturale, che ormai hanno raggiunto livelli record sia in Italia che in Europa. Per questo, a tutela dei consumatori, l’ARERA ha deciso di rinnovare il blocco degli oneri generali di sistema per l’elettricità. Una manovra che in parte riduce la spesa per i consumatori elettrici, domestici e non domestici, di circa un miliardo di euro (per tutto il 2018), a beneficio sia del mercato libero che di quello tutelato.
La tensione nei mercati energetici è determinata anche da altri fattori. In primis, i prezzi di riferimento per l’Europa del gas naturale e del carbone risultano in aumento del 13% e del 12% nel trimestre in corso, rispetto al secondo trimestre 2018; a influire sono anche l’aumento dei prezzi del gas trasportato via mare sui mercati asiatici – che limita in prospettiva l’offerta di gas naturale disponibile per l’Europa –, la crescita senza precedenti del prezzo dei permessi di emissione di anidride carbonica, e l’incertezza legata allo stop totale o parziale di 22 reattori nucleari su 58 in Francia, per manutenzione o limitazioni nell’uso dell’acqua per la refrigerazione degli impianti, a causa delle elevate temperature estive.

A causa di tutto questo, il prezzo della borsa elettrica italiana risulta in aumento di circa il 29% rispetto al secondo trimestre del 2018, scontando anche il calo della produzione idroelettrica e temperature superiori alla media stagionale nel mese di settembre.

«Nel 2018 le famiglie hanno subito un abnorme aumento delle bollette al punto che da inizio anno le tariffe del gas sono rincarate complessivamente del +13,6%, quelle della luce del +11,4% — commenta critico Carlo Rienzi, Presidente del Codacons, Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori -. Incrementi che incidono sui bilanci familiari, specie per i nuclei più numerosi e quelli a reddito medio-basso, e che non appaiono giustificati da un reale rialzo dei costi della materia prima. Acquisiremo tutta la documentazione che ha portato l’Autorità a varare i maxi aumenti odierni e, se ancora una volta ci troveremo in presenza di rincari causati da speculazioni sul mercato all’ingrosso, presenteremo ricorso al Tar per bloccare qualsiasi incremento delle tariffe determinato da pratiche illecite».